lunedì 19 ottobre 2026
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Baraa Shaban: la Repubblica islamica allevò gli houthi anni prima della guerra

Baraa Shaban, ricercatore yemenita a Londra, afferma che la Repubblica islamica, con Hezbollah e i Guardiani della Rivoluzione, coltivò per anni gli houthi per aprire un secondo fronte della guerra.

Baraa Shaban: la Repubblica islamica allevò gli houthi anni prima della guerra

Baraa Shaban, ricercatore yemenita e associate fellow del Royal United Services Institute (RUSI) di Londra, afferma che, anni prima che gli houthi diventassero una forza regionale, la Repubblica islamica, tramite Hezbollah in Libano e i Guardiani della Rivoluzione (IRGC), coltivò in Yemen una rete di propri sostenitori, e che ora se ne serve per aprire un nuovo fronte contro l'Arabia Saudita.

Shaban, che nella rivolta yemenita del 2011 era un attivista per la democrazia e che in seguito ha negoziato con gli houthi, ha riferito questa versione in un'intervista al podcast «Eye for Iran» di Iran International. Secondo lui, in quel periodo giovani yemeniti venivano invitati a conferenze in Libano che in apparenza riguardavano la riforma democratica, ma che in pratica erano gestite da Hezbollah.

Il ruolo dei Guardiani della Rivoluzione e di Hassan Irlou

Secondo il racconto di Shaban, gli attivisti che accettavano questi inviti venivano presentati a un ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione che lavorava in Libano con lo pseudonimo di «Abu Hadi», e alcuni di loro si recavano poi a Teheran. Ha identificato questo ufficiale in Hassan Irlou, che nel 2020 andò a Sanaa come ambasciatore della Repubblica islamica presso gli houthi. Il governo americano lo considerava un funzionario della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione. Irlou è morto nel dicembre 2021.

Shaban dice che all'inizio gran parte di questo lavoro era in mano a Hezbollah e che in seguito i Guardiani della Rivoluzione assunsero un ruolo più marcato. Secondo lui, alcuni di coloro che furono attratti in queste reti contribuirono poi ad avviare l'ufficio politico degli houthi a Sanaa, e perfino alcune donne invitate in Iran tornarono avendo accolto la narrazione del governo di Teheran, compresa la giustificazione della repressione della rivoluzione siriana. La portata complessiva di questo reclutamento non è stata confermata in modo indipendente.

Gli houthi: la riserva strategica della Repubblica islamica

Secondo la valutazione di Shaban, la Repubblica islamica teneva gli houthi in riserva come risorsa strategica e ora se ne serve per trasferire il costo economico della guerra all'Arabia Saudita e ai suoi alleati occidentali, una fase che egli definisce la «terza fase». Ha detto che, dopo aver visto la leva dello stretto di Hormuz, il governo di Teheran vuole un secondo punto di strozzatura a Bab el-Mandeb. Secondo Shaban, i vertici della Repubblica islamica accettano il rischio di uno scontro con l'Arabia Saudita perché si aspettano che i governi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, esitino a reagire.

Queste dichiarazioni arrivano mentre si intensificano gli attacchi degli houthi contro il territorio saudita. La coalizione guidata dall'Arabia Saudita sostiene che l'aeroporto King Khalid di Riad sia stato preso di mira 20 volte in ottobre, e le autorità saudite indicano in almeno 19 il numero dei morti degli attacchi recenti. Riad accusa la Repubblica islamica di incoraggiare gli attacchi, e nuove ricerche hanno mostrato anche che gli houthi costruiscono missili simili al «Khorramshahr» della Repubblica islamica; il ministero degli Esteri della Repubblica islamica ha però negato qualsiasi ruolo negli attacchi.

Secondo Baraa Shaban, gli houthi erano una riserva strategica della Repubblica islamica, ora impiegata per aprire il fronte di Bab el-Mandeb.

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