Zhina Ahmadi, artista del villaggio di Negel e residente a Marivan, è in custodia delle forze di sicurezza della Repubblica islamica da lunedì 5 ottobre 2026 e, a quasi due settimane di distanza, è ancora tenuta in un limbo nel reparto di quarantena della sezione femminile del carcere di Sanandaj. Gli agenti della sicurezza l'hanno arrestata nella sua casa a Marivan senza esibire un mandato giudiziario.
Secondo l'Agenzia degli attivisti per i diritti umani in Iran (HRANA), Zhina Ahmadi è privata dal giorno dell'arresto dell'accesso a un avvocato e dei colloqui con la famiglia, e finora non sono stati resi noti né il motivo dell'arresto né le accuse a suo carico. Rapporti sui diritti umani la collocano nella quarantena del centro di rieducazione e riabilitazione e nella sezione femminile del carcere centrale di Sanandaj. Le è negato anche il contatto telefonico con la famiglia.
La casa della musica «Zhilemo» a Marivan
Zhina Ahmadi è conosciuta con il nome d'arte «Zhilemo» ed è la fondatrice della casa della musica «Zhilemo» a Marivan, un centro che insegna ai bambini musica, canto, pittura e cinema. Il suo arresto, senza che sia stata annunciata alcuna accusa, è l'esempio più recente degli arresti arbitrari di attivisti culturali e artistici in Kurdistan.
Arresti arbitrari di donne in Kurdistan
L'arresto di Zhina Ahmadi avviene mentre continua la pressione sulle attiviste civili in Kurdistan. Non molto tempo fa il Tribunale rivoluzionario di Teheran ha condannato a morte per la seconda volta Varisheh Moradi, attivista per i diritti delle donne di Sanandaj. Gli organismi per i diritti umani hanno più volte avvertito che tenere i detenuti in quarantena, senza avvocato e senza contatti con la famiglia crea le condizioni per fare pressione e ottenere confessioni forzate.
Zhina Ahmadi, che insegnava musica e pittura ai bambini di Marivan, è in carcere da quasi due settimane senza un'accusa chiara e senza avvocato.

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