La sezione 119 del Tribunale penale due di Qom ha condannato una donna a 50 frustate discrezionali (ta'zir) con l'accusa di aver «baciato e abbracciato» un uomo in un caffè. HRANA, l'agenzia di stampa degli Attivisti per i diritti umani in Iran, ha riferito che la sentenza è stata emessa dopo una denuncia del marito della donna e sulla base di un video che mostra il suo contatto fisico con un altro uomo.
Secondo HRANA, la donna ha respinto l'accusa durante il procedimento, ma il tribunale non ha accolto la sua difesa e ha scritto nella sentenza che il video presentato non era falso né realizzato con l'intelligenza artificiale. Il tribunale ha richiamato gli articoli 18, 19 e 211 del Codice penale islamico e l'articolo 637 della sezione ta'zir dello stesso codice.
Articolo 637: frustate per la vita privata
L'articolo 637 del Codice penale islamico considera reato qualsiasi «relazione illegittima» o «atto contrario alla castità» diverso dall'adulterio, compreso il bacio, tra un uomo e una donna non sposati tra loro, punibile con un massimo di 99 frustate. Il numero di frustate, da una a 99, è a discrezione del giudice.
La fustigazione è una pena corporale che le Nazioni Unite e gli organismi per i diritti umani considerano tortura e trattamento crudele, inumano e degradante. La Repubblica islamica continua ad applicarla per comportamenti come bere alcol, avere relazioni fuori dal matrimonio o partecipare a feste miste, e le sue vittime sono soprattutto donne.
La sentenza si inserisce nelle continue restrizioni della Repubblica islamica sulla vita privata e sulla presenza pubblica delle donne, dall'esclusione delle donne dalla pista di atletica all'aperto del complesso sportivo nazionale di Teheran alle pressioni su di loro in strada e sul lavoro.
Un tribunale di Qom ha inflitto 50 frustate per un bacio in un caffè.

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