domenica 18 ottobre 2026
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La Corea del Sud valuta di estendere la missione navale al golfo dell'Oman

Il governo sudcoreano valuta di estendere la missione dell'unità antipirateria Cheonghae dal golfo di Aden al golfo dell'Oman; il ministero della Difesa di Seul dice che non c'è ancora una decisione.

La Corea del Sud valuta di estendere la missione navale al golfo dell'Oman

Il governo della Corea del Sud sta valutando di estendere l'area operativa della sua unità antipirateria «Cheonghae» dal golfo di Aden al golfo dell'Oman, il braccio di mare che conduce allo stretto di Hormuz. La valutazione arriva mentre la Repubblica islamica, con attacchi alle navi e minacce alla navigazione nello stretto di Hormuz, ha messo in pericolo la sicurezza di una delle rotte energetiche più importanti del mondo.

Il quotidiano coreano Kyunghyang Shinmun ha scritto giovedì 15 ottobre 2026 che il governo del presidente Lee Jae-myung intende presentare al Parlamento una proposta di proroga della missione dell'unità e potrebbe anche inviare una fregata nella regione per rafforzare le operazioni di ricognizione. L'attuale missione dell'unità Cheonghae scade il 31 dicembre 2026.

Il ministero della Difesa sudcoreano ha dichiarato venerdì 16 ottobre di non aver ancora deciso se presentare la proposta di proroga al Parlamento e che i dettagli dell'estensione delle operazioni non sono stati definiti. Il ministero ha aggiunto che la situazione della sicurezza nel golfo di Aden sta peggiorando e che la pirateria è aumentata nettamente rispetto all'anno scorso.

L'unità Cheonghae e la pressione americana su Seul

L'unità Cheonghae è schierata nel golfo di Aden dal 2009 e dispone oggi di un cacciatorpediniere da 4.400 tonnellate, un elicottero per operazioni marittime, fino a tre motoscafi veloci e circa 300 militari. Già nel gennaio 2020, dopo l'aumento delle tensioni nel Golfo Persico, la Corea del Sud aveva esteso temporaneamente l'area d'azione dell'unità al golfo dell'Oman e al Golfo Persico, senza aderire alla coalizione marittima guidata dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi il presidente statunitense Donald Trump ha fatto pressione su Seul per un maggiore sostegno nella guerra contro la Repubblica islamica e ha criticato quello che ritiene un appoggio insufficiente della Corea del Sud. Lee Jae-myung aveva detto il 18 settembre che il suo Paese non userà le proprie capacità militari in Medio Oriente in modo da essere trascinato nel conflitto, ma che valuta un ruolo maggiore nella sicurezza della navigazione nella regione.

Lo stretto di Hormuz sotto la minaccia della Repubblica islamica

La mossa della Corea del Sud, uno dei maggiori importatori di petrolio e gas dal Golfo Persico, arriva in mezzo a ripetuti attacchi contro le navi nello stretto di Hormuz. Il centro britannico per le operazioni del commercio marittimo aveva segnalato 15 attacchi contro navi in otto giorni, e il Comando centrale degli Stati Uniti ha respinto le affermazioni dei Guardiani della Rivoluzione sul controllo dello stretto di Hormuz.

Il cacciatorpediniere ROKS Wang Geon della Marina sudcoreana accanto al cacciatorpediniere americano USS Mustin nello stretto di Corea
Il cacciatorpediniere ROKS Wang Geon della Marina sudcoreana accanto al cacciatorpediniere americano USS Mustin nello stretto di Corea

La possibile presenza navale sudcoreana nel golfo dell'Oman mostra che la minaccia della Repubblica islamica alla navigazione trascina nella regione anche Paesi lontani.

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