La Forza spaziale americana ha rivelato per la prima volta dettagli sul ruolo dei suoi sistemi di guerra elettronica nelle operazioni militari contro la Repubblica islamica. I comandanti di «Mission Delta 3», l'unità di guerra elettromagnetica spaziale della Forza, hanno detto ai giornalisti del Wall Street Journal presso la base della Forza spaziale di Peterson, in Colorado, che le loro stazioni hanno interrotto le comunicazioni satellitari della Repubblica islamica durante il grande attacco di Esfand 1404 (febbraio-marzo 2026), che gli Stati Uniti hanno chiamato operazione «Epic Fury».
Secondo il colonnello Angelo Fernandez, uno dei comandanti dell'unità, i suoi sistemi di guerra elettronica e le altre attrezzature sono stati impiegati in vari scenari operativi nel mondo, tra cui l'operazione per l'arresto di Nicolás Maduro, ex presidente del Venezuela. Joshua Lomax, il sottufficiale di grado più alto dell'unità, ha detto che dopo l'operazione in Venezuela la sua squadra ha ricevuto l'ordine di imballare e caricare le attrezzature entro 72 ore e di partire per il Medio Oriente, e che una volta arrivata aveva 96 ore per montare il sistema e avviare le operazioni.
I sistemi di guerra elettronica della Forza spaziale americana
I comandanti dell'unità hanno presentato tre sistemi. Il sistema offensivo «Meadowlands» mette fuori uso con il disturbo i satelliti che il nemico usa per ricognizione, comunicazioni e navigazione; riempie il collegamento tra satellite e stazione di terra di segnali interferenti. Il sistema difensivo «Bounty Hunter» monitora lo spettro elettromagnetico per individuare e localizzare i segnali che minacciano i satelliti e i sistemi americani. Il terzo sistema, un terminale modulare remoto, sta in un container e viene spostato per essere schierato rapidamente in qualsiasi punto del mondo.
Il tenente generale Gregory Gagnon, comandante delle forze da combattimento della Forza spaziale, ha definito il controllo dello spettro elettromagnetico una missione chiave che permette ai satelliti, alle navi e agli aerei americani di restare in contatto riducendo allo stesso tempo la capacità del nemico. Secondo lo stesso resoconto, la Repubblica islamica ha preso di mira più volte le capacità spaziali americane, compresi i terminali di comunicazione satellitare.

Contesto: il ruolo della Forza spaziale nella guerra con la Repubblica islamica
Il generale Chance Saltzman, allora capo delle operazioni spaziali americane, aveva detto in precedenza che i militari della Forza partecipano agli attacchi di guerra elettronica e al tracciamento dei missili della Repubblica islamica, ma non erano stati resi noti dettagli sui sistemi e sul loro funzionamento.
La divulgazione di questi dettagli arriva in giorni in cui crescono le speculazioni su una ripresa del conflitto militare. DIAR aveva riferito in precedenza dei nuovi piani dell'esercito americano per colpire con bombe MOAB gli impianti nucleari ed energetici della Repubblica islamica e della distruzione di un dhow legato alla Repubblica islamica che pedinava le navi americane.
La Forza spaziale americana ha confermato che le comunicazioni satellitari della Repubblica islamica sono state interrotte con sistemi di guerra elettronica nell'attacco di Esfand 1404 (febbraio-marzo 2026).

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