Martedì 6 ottobre 2026 la polizia antiterrorismo britannica ha arrestato un uomo di 22 anni di nazionalità britannica nella zona di Westminster, a Londra, nell'ambito delle indagini su attività sospette nei pressi della base aerea di Fairford. Si tratta della base che gli Stati Uniti hanno utilizzato per attaccare la Repubblica islamica e che i loro bombardieri hanno recentemente lasciato.
Secondo la polizia antiterrorismo britannica, l'uomo è stato arrestato con il sospetto di «preparazione di atti terroristici» ai sensi della sezione 5 del Terrorism Act 2006, e diversi immobili nella stessa zona sono stati perquisiti. Vicky Evans, coordinatrice nazionale senior della polizia antiterrorismo, ha detto che il caso resta aperto e che squadre specializzate stanno seguendo diverse piste investigative.
Gli arresti precedenti nel caso Fairford
Si tratta del settimo arresto nel caso. Cinque uomini britannici erano stati arrestati il 27 settembre dopo la segnalazione di tre veicoli sospetti diretti verso la base di Fairford, nel Gloucestershire. Secondo i media internazionali, la polizia aveva trovato allora della benzina, ma nessun ordigno esplosivo. Il 1° ottobre era stato arrestato a Londra anche un uomo di 25 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana. Secondo la polizia, tutti e sei, tutti ventenni, sono in libertà su cauzione.
La polizia britannica aveva detto in precedenza di stare esaminando il possibile coinvolgimento di uno Stato straniero, e Andy Burnham, primo ministro britannico, aveva parlato di un possibile legame dell'episodio con la Repubblica islamica.

Con il nuovo arresto a Londra, il numero degli arrestati nel caso della base di Fairford è salito a sette.
La partenza dei bombardieri statunitensi e il ruolo della Repubblica islamica
Donald Trump aveva detto in precedenza che la partenza dei bombardieri statunitensi B-1 dalla base di Fairford era dovuta a minacce alla sicurezza, e JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, aveva parlato di una relativa certezza sul ruolo della Repubblica islamica in questa minaccia.
L'indagine procede in parallelo ad altri casi nel Regno Unito legati all'attività di agenti della Repubblica islamica, tra cui il processo a Londra contro tre iraniani accusati di aver spiato giornalisti di Iran International per conto del servizio di intelligence della Repubblica islamica.

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