La procura di Teheran ha aperto un procedimento giudiziario contro Saeed Shakiba, doppiatore, blogger e satirico, per aver pubblicato un video in cui imita la voce di Ali Khamenei. Shakiba aveva pubblicato il video su Instagram martedì 13 ottobre 2026 e meno di 24 ore dopo è stata presentata contro di lui una denuncia penale.
Mercoledì 14 ottobre la magistratura della Repubblica islamica ha definito il contenuto del video «offensivo e ingiurioso» e ha detto che nei suoi confronti si è «agito in modo adeguato», senza precisare in che cosa sia consistito. Le accuse a suo carico e i dettagli del procedimento non sono stati resi noti e non si hanno notizie sulla sua situazione attuale.
Bloccata la pagina Instagram di Saeed Shakiba
Mercoledì sera tutti i post della pagina Instagram di Shakiba sono stati cancellati. Sulla pagina resta soltanto un avviso con il logo della FARAJA, la polizia della Repubblica islamica, secondo cui la pagina è stata resa inaccessibile fino a nuovo avviso per ordine giudiziario a causa di «contenuti criminali».
Nei suoi video satirici Saeed Shakiba imita le voci di personaggi noti. Dopo la pubblicazione del video, i media legati ai Guardiani della Rivoluzione (IRGC) lo hanno accusato di aver offeso Khamenei e la sua famiglia e hanno ricordato che in precedenza aveva sostenuto i caduti della rivolta di Dey, una rivolta che questi media definiscono «colpo di Stato». Anche alcuni sostenitori del governo avevano chiesto, nei commenti sotto il suo video, di intervenire contro di lui.
La censura della satira e dello spazio digitale
Il fascicolo contro Saeed Shakiba si inserisce in un'ondata di repressione contro utenti e pagine Instagram. Pochi giorni fa la FARAJA aveva sequestrato la pagina Instagram di una gioielleria con il pretesto di «contenuti inappropriati». In questa stessa settimana la procura rivoluzionaria di Boyer-Ahmad ha convocato sei attivisti civili di Yasuj e Amirsalar Davoudi, avvocato di prigionieri politici, è stato arrestato. Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo della Repubblica islamica, ha inoltre confermato di recente il rallentamento deliberato della velocità di internet.
Nella Repubblica islamica, imitare in un video satirico la voce dell'ex leader del governo comporta un procedimento giudiziario e il blocco della pagina.

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