Ali Falih al-Zaidi, primo ministro dell'Iraq, mercoledì 14 ottobre 2026 ha incontrato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, nel suo primo viaggio in Arabia Saudita da quando ha assunto l'incarico, e ha dichiarato che Baghdad non permetterà che il territorio iracheno sia usato per operazioni contro l'Arabia Saudita. In un comunicato, l'ufficio del primo ministro iracheno ha affermato che l'Iraq non lascerà che il proprio suolo diventi una piattaforma per attacchi che minacciano la sicurezza dell'Arabia Saudita o di altri Paesi della regione.
Nell'incontro al-Zaidi ha condannato di nuovo l'attacco all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad e ha detto che colpire persone e infrastrutture mette a rischio la stabilità regionale. Secondo lui, i due Paesi hanno compiuto progressi nella costruzione della fiducia e nei progetti di cooperazione; il principe ereditario saudita, dal canto suo, ha sostenuto gli sforzi dell'Iraq per il dialogo e la stabilità della regione. Non è stata riferita la firma di alcun accordo specifico.
I gruppi armati in Iraq legati alla Repubblica islamica
Il viaggio arriva dopo mesi di tensione tra Riad e Baghdad per gli attacchi dei gruppi armati iracheni legati alla Repubblica islamica. Tra giugno e luglio questi gruppi hanno attaccato con droni e missili impianti petroliferi nella Provincia Orientale saudita e, all'inizio di settembre, hanno preso di mira l'oleodotto Est-Ovest dell'Arabia Saudita nelle regioni di Riad e Medina: un oleodotto con una capacità fino a sette milioni di barili al giorno, considerato un'alternativa alla rotta dello Stretto di Hormuz. L'Arabia Saudita ha dichiarato che l'attacco con droni all'oleodotto è partito dal territorio iracheno, e le verifiche di Baghdad lo hanno confermato; nessun gruppo ha rivendicato l'attacco.
Tra fine luglio e inizio agosto, in un'operazione congiunta con gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita ha colpito postazioni delle Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi) in sei province irachene, e al-Zaidi ha annullato il viaggio a Riad già programmato. Pochi giorni dopo, Khalid bin Ali al-Humaidan, capo dell'intelligence saudita, lo ha incontrato a Baghdad e ha rinnovato l'invito di Riad; già allora al-Zaidi aveva detto che il suolo iracheno non sarebbe diventato una piattaforma per attaccare un altro Paese.
Gli attacchi degli Houthi e la pressione sull'Arabia Saudita
L'incontro di Riad si è svolto mentre gli Houthi dello Yemen, altri alleati della Repubblica islamica, hanno esteso gli attacchi con missili e droni contro l'Arabia Saudita. I ripetuti attacchi all'aeroporto di Riad lo hanno tenuto chiuso per alcuni giorni, e le schegge dei missili intercettati a Riad hanno ferito quattro persone. Anche il Dipartimento di Stato americano ha riferito di un colpo all'aeroporto internazionale King Fahd di Dammam.
A Riad il primo ministro iracheno si è impegnato a fare in modo che i gruppi armati legati alla Repubblica islamica non possano attaccare l'Arabia Saudita dal territorio iracheno.

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