Questo articolo aggiorna: Hamid Gharehasanlou, medico detenuto: il polmone sinistro ha quasi smesso di funzionare
Un gruppo di medici e personale sanitario iraniani, in una lettera indirizzata mercoledì 14 ottobre 2026 alla magistratura della Repubblica islamica, ha espresso preoccupazione per il grave peggioramento delle condizioni fisiche di Hamid Ghare-Hasanlou, radiologo e prigioniero politico. La lettera arriva dopo il precedente servizio di DIAR sul grave danno polmonare del medico detenuto e mostra che, a due settimane di distanza, non è stata presa alcuna misura efficace per curarlo.
I firmatari della lettera, colleghi di Ghare-Hasanlou, descrivono le sue condizioni fisiche come critiche. Attivisti per i diritti umani avevano riferito in precedenza che i medici gli hanno diagnosticato un grave danno al polmone sinistro e che, data la sua forte debolezza fisica, potrebbe essere necessaria l'asportazione del polmone sinistro. Ciononostante, le autorità continuano a tenerlo nel carcere centrale di Yazd.
Il contesto del caso di Hamid Ghare-Hasanlou
Hamid Ghare-Hasanlou e sua moglie, Farzaneh Ghare-Hasanlou, specialista in scienze di laboratorio, sono stati arrestati durante la rivolta nazionale del 2022. Gli organi di sicurezza li hanno accusati di aver avuto parte nella morte di Ruhollah Ajamian, membro del Basij, mentre testimonianze e dichiarazioni iniziali indicavano che, alla cerimonia del quarantesimo giorno dalla morte di Hadis Najafi, il medico aveva solo cercato di prestare soccorso medico a un ferito.
Il 5 dicembre 2022 il Tribunale rivoluzionario lo ha condannato a morte con l'accusa di «corruzione sulla terra» e ha condannato la moglie a 25 anni di carcere in esilio. La Corte suprema, tra dicembre 2022 e gennaio 2023, dopo l'ampia protesta della comunità medica in Iran e all'estero, ha annullato la condanna a morte per carenze nelle indagini. Tra marzo e aprile 2023 un tribunale di pari grado lo ha condannato a 15 anni di carcere a Yazd e la moglie a cinque anni di carcere a Mashhad.
Prigionieri politici privati delle cure
Privare delle cure i prigionieri politici malati è una pratica ripetuta in molti casi, tra cui quello di Fatemeh Jami nel carcere di Gorgan, a cui le cure sono negate nonostante abbia bisogno di un intervento chirurgico. Negli ultimi anni la comunità medica iraniana ha scritto più volte lettere per la liberazione dei colleghi detenuti, ritenendo la magistratura direttamente responsabile della loro vita.
Un medico arrestato per aver aiutato un ferito è ora lui stesso privato di cure efficaci nel carcere di Yazd, con un polmone danneggiato.

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