domenica 18 ottobre 2026
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Nasser Atabati, capo della magistratura di Teheran, annuncia azioni giudiziarie contro le donne senza velo

Nasser Atabati, capo della magistratura della provincia di Teheran, ha detto che la magistratura della Repubblica islamica, insieme alle forze dell'ordine, agirà contro la mancanza del velo e contro ciò che definisce «nudità» e «relazioni malsane».

Nasser Atabati, capo della magistratura di Teheran, annuncia azioni giudiziarie contro le donne senza velo
Foto d'archivio; viale Valiasr, Teheran. Foto: Hamed Saber, CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Nasser Atabati, capo della magistratura della provincia di Teheran, ha annunciato martedì 13 ottobre 2026 che la magistratura della Repubblica islamica, insieme alle forze dell'ordine e ad altri organi, agirà contro qualsiasi comportamento che, secondo le sue parole, promuova la «nudità», la «dissolutezza» e la «normalizzazione di relazioni malsane». Queste dichiarazioni sono l'ultimo segnale dell'intensificarsi della pressione del regime sulle donne che non accettano l'hijab obbligatorio.

Atabati ha sostenuto che in alcuni casi la situazione è andata oltre il «togliersi il velo» e che, a suo dire, ciò rende più necessarie «misure proporzionate». Ha anche affermato che molti di coloro che in passato criticavano la politica dell'hijab obbligatorio ora sono contrari a queste scene. Il capo della magistratura di Teheran non ha fornito dettagli sulle misure in questione, sul numero dei fascicoli o sugli organi incaricati di attuarle.

Una nuova ondata di pressioni sulle donne nelle città iraniane

L'avvertimento arriva pochi giorni dopo che Asadollah Jafari, capo della magistratura di Isfahan, aveva annunciato l'avvio dell'identificazione delle donne senza velo, e la magistratura di quella provincia aveva parlato di identificare coloro che definisce «esibizioniste e dissolute». Prima ancora, il Club della Rivoluzione di Teheran è stato chiuso con il pretesto dell'hijab obbligatorio e riaperto il giorno dopo.

La coincidenza di queste minacce con la guerra, un'inflazione vicina al 90 per cento e un'ondata di esecuzioni mostra che la Repubblica islamica ha nuovamente trasformato il controllo dell'abbigliamento e della vita privata delle donne in uno strumento per mostrare potere in strada; una politica che, dopo la rivolta «Donna, vita, libertà» e quella di dicembre 2025-gennaio 2026, ha incontrato una diffusa disobbedienza delle donne.

Senza fornire dettagli, il capo della magistratura di Teheran ha parlato di azioni giudiziarie contro le donne che non accettano l'hijab obbligatorio.

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