domenica 18 ottobre 2026
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FMI: l'economia iraniana si contrarrà del 7,6% quest'anno

Nel nuovo rapporto World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale prevede che nel 2026 l'economia iraniana si contrarrà del 7,6% a causa delle sanzioni e del blocco navale americano.

FMI: l'economia iraniana si contrarrà del 7,6% quest'anno
Foto d'archivio; foto: Ninara, licenza CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Il Fondo monetario internazionale, nel nuovo rapporto «World Economic Outlook» pubblicato martedì 13 ottobre 2026 in occasione delle riunioni annuali del Fondo e della Banca mondiale a Bangkok, ha previsto che nel 2026 l'economia iraniana si contrarrà del 7,6%. Il Fondo attribuisce la contrazione dell'economia iraniana all'inasprimento delle sanzioni e al blocco navale americano.

La cifra è più pessimistica delle stime precedenti dello stesso Fondo. Ad aprile di quest'anno, dopo l'inizio della guerra, il Fondo monetario aveva previsto per l'economia iraniana una crescita del −6,1%, e nell'aggiornamento di luglio l'aveva portata al −5,4%; ora, con lo Stretto di Hormuz che resta chiuso e le esportazioni di petrolio della Repubblica islamica interrotte, la previsione è scesa di nuovo. Nelle stime precedenti il Fondo aveva indicato per quest'anno un'inflazione al consumo in Iran del 68,9%.

Il Medio Oriente, unica regione in contrazione

Secondo la stima del Fondo, quest'anno l'economia della regione del Medio Oriente e del Nord Africa si contrarrà del 2%, ed è l'unica regione al mondo con crescita negativa nel 2026. L'economia del Kuwait si contrarrà del 16,7%, quella dell'Iraq del 16%, quella del Qatar del 15,6%, quella del Bahrein dell'11,3%, quella degli Emirati del 3,9% e quella dell'Arabia Saudita del 3,3%, mentre l'Oman è l'unico paese del Consiglio di cooperazione del Golfo con crescita positiva.

Le previsioni del Fondo si basano sull'ipotesi che la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz inizi dal mese iraniano di Esfand di quest'anno (fine febbraio 2027) e che entro ottobre dell'anno prossimo la situazione torni a quella precedente la guerra. Il Fondo ha sottolineato che l'incertezza resterà elevata fino alla fine del 2027.

Il Grande Bazar di Teheran; i commercianti parlano di un forte calo degli acquisti e del rischio di fallimento. Foto d'archivio; foto: Ninara, licenza CC BY 2.0, Wikimedia Commons
Il Grande Bazar di Teheran; i commercianti parlano di un forte calo degli acquisti e del rischio di fallimento. Foto d'archivio; foto: Ninara, licenza CC BY 2.0, Wikimedia Commons

L'economia mondiale e l'avvertimento sulla tenuta

Il Fondo prevede una crescita dell'economia mondiale del 3,1% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, e stima l'inflazione globale di quest'anno al 4,7%. Silvana Tenreyro, capo economista del Fondo, ha detto che questo quadro è il risultato di uno shock negativo dell'offerta causato dalla guerra della Repubblica islamica e di uno shock positivo della domanda dovuto al boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale, e ha avvertito che la tenuta dell'economia mondiale si avvicina ai propri limiti.

Le conseguenze di questa crisi per gli iraniani si erano già viste sui mercati: i commercianti del bazar di Teheran hanno parlato di un'inflazione vicina al 90% e del rischio di fallimento, i costi di trasporto delle merci dalla Turchia all'Iran sono aumentati di oltre cinque volte e il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha definito di fatto pari a zero le esportazioni di petrolio della Repubblica islamica.

Per la terza volta quest'anno il Fondo monetario ha modificato le prospettive per l'economia iraniana, e ora prevede una contrazione del 7,6%.

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