Habibollah Ghanbarzehi Farjad, detenuto beluci di 38 anni originario di Zahedan, è stato giustiziato nel carcere di Kerman all'alba di lunedì 12 ottobre 2026. Secondo HRANA, che cita il Centro dei difensori dei diritti umani del Belucistan, lo stesso giorno è stato giustiziato nello stesso carcere anche un altro detenuto, Amin Khajenezami, portando a due il numero delle esecuzioni nel carcere di Kerman in quella giornata.
La famiglia del signor Ghanbarzehi Farjad si era recata in carcere la sera di domenica 11 ottobre per un ultimo colloquio con lui. Al momento della pubblicazione di questo articolo, i funzionari del carcere e la magistratura della Repubblica islamica non hanno annunciato ufficialmente le esecuzioni. Non sono state diffuse informazioni sull'accusa e sull'età di Amin Khajenezami.
Il caso di Habibollah Ghanbarzehi Farjad
Habibollah Ghanbarzehi Farjad, figlio di Allahdad, era sposato, padre di famiglia e lavorava come autista. Fu arrestato a Kerman nell'ottobre-novembre 2023 con un'accusa legata alla droga e in seguito condannato a morte; secondo fonti per i diritti umani, non aveva ammesso l'accusa. Iran Human Rights aveva avvertito in precedenza che era stato trasferito in isolamento nel carcere di Kerman e rischiava un'esecuzione imminente. Anche Mai Sato, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Iran, aveva espresso preoccupazione per la possibilità della sua esecuzione.

Habibollah Ghanbarzehi Farjad è stato giustiziato nel carcere di Kerman senza alcun annuncio ufficiale, nonostante l'allarme della relatrice speciale dell'ONU.
L'ondata di esecuzioni e il peso dei detenuti beluci
I detenuti beluci rappresentano da sempre una quota sproporzionata delle esecuzioni per reati di droga in Iran. Iran Human Rights ha inoltre riferito dell'esecuzione di Ahmad Bazvand, detenuto condannato al qisas (taglione) con l'accusa di «omicidio volontario», nel carcere centrale di Khorramabad (Parsilon). Le esecuzioni avvengono mentre, secondo HRANA, la Repubblica islamica ha giustiziato almeno 2.003 persone nell'ultimo anno, la cifra più alta in un decennio. Lo stesso giorno la magistratura ha inoltre annunciato l'esecuzione di Omar Dostaran, accusato di appartenere a Jaish al-Adl.

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