Seyed Mokhtar Al-Boshokeh, prigioniero politico arabo del Khuzestan e membro dell'istituto culturale e artistico «Al-Hiwar» di Ramshir, è in sciopero della fame nel carcere di Arak da martedì 6 ottobre 2026. Secondo l'agenzia HRANA, domenica 11 ottobre lo sciopero della fame ha raggiunto il sesto giorno ed egli è detenuto in isolamento in condizioni igieniche precarie.
Secondo una fonte informata sentita da HRANA, il signor Al-Boshokeh soffre di dolori ai reni e di diversi disturbi, tra cui un'ernia che richiede un intervento chirurgico. Ha iniziato lo sciopero per protestare contro il mancato ritorno nel carcere di Sheiban a Ahvaz.
Il trasferimento forzato nel carcere di Arak
Secondo HRANA, nel febbraio 2026 il prigioniero politico è stato trasferito per ordine degli organi di sicurezza dal carcere di Sheiban a Ahvaz a quello di Arak e collocato nel reparto dei detenuti per droga, una misura che, secondo la fonte di HRANA, contrasta con il principio della separazione dei reati ed è avvenuta dopo la diffusione in rete della notizia del suo caso. In precedenza aveva fatto uno sciopero della fame per tornare a Ahvaz, concluso dopo sei giorni con la promessa dei responsabili del carcere, una promessa che, secondo la stessa fonte, non è stata mantenuta e ha portato al nuovo sciopero.
Dopo 15 anni di carcere, Mokhtar Al-Boshokeh è in sciopero della fame in isolamento e con una malattia non curata.
Antefatti del caso
Il signor Al-Boshokeh fu arrestato nel 2010 insieme a Mohammad Ali Amouri e Jaber Al-Boshokeh. Il Tribunale rivoluzionario condannò tutti e tre alla pena di morte; le sentenze furono poi ridotte di un grado a ergastolo. Ha scontato 15 anni di questa pena nel carcere di Sheiban a Ahvaz. Secondo HRANA, nell'agosto 2026 l'ergastolo suo e dei suoi due coimputati è stato ridotto a 25 anni e un giorno di carcere.
La pressione sui prigionieri politici è continuata nelle ultime settimane, tra cui l'arresto di Mostafa Mehrayin per l'esecuzione di una condanna al carcere e il trasferimento di Zhila Movaghan in isolamento nel carcere di Dowlatabad a Isfahan.


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