domenica 18 ottobre 2026
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Gli Houthi attaccano l'aeroporto di Dammam in Arabia Saudita; un americano tra i 13 morti di Riad

Gli Houthi, alleati della Repubblica islamica, hanno colpito l'aeroporto Re Fahd di Dammam; il bilancio dell'attacco all'aeroporto di Riad è salito a 13 morti, tra cui un americano.

Gli Houthi attaccano l'aeroporto di Dammam in Arabia Saudita; un americano tra i 13 morti di Riad

L'Autorità generale dell'aviazione civile dell'Arabia Saudita ha annunciato la sera di domenica 11 ottobre 2026 che l'Aeroporto internazionale Re Fahd, nella città di Dammam, nell'est del Paese, è stato attaccato. Secondo l'autorità, i voli dell'aeroporto sono stati temporaneamente sospesi in attesa di una valutazione completa dei danni, e non sono ancora stati diffusi dati sulle vittime né sull'entità dei danni. Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, sostenuti dalla Repubblica islamica, ha rivendicato l'attacco all'aeroporto di Dammam e a due stazioni di pompaggio di gasdotti di Aramco; le autorità saudite non hanno confermato l'affermazione di un attacco alle strutture di Aramco.

L'attacco a Dammam è arrivato un giorno dopo il più sanguinoso attacco sul suolo saudita da oltre un decennio. Nell'attacco missilistico di sabato 10 ottobre all'Aeroporto internazionale Re Khalid di Riad sono morte 12 persone e 309 sono rimaste ferite, secondo i dati dell'autorità saudita per l'aviazione civile. Secondo Voice of America, il bilancio è salito a 13 morti dopo il decesso di un cittadino indiano ferito nell'attacco. Domenica un proiettile ha colpito di nuovo il Terminal 4 dello stesso aeroporto, provocando un incendio.

Un cittadino americano tra le vittime dell'attacco all'aeroporto di Riad

Secondo Gulf News e Al Jazeera, tra le vittime dell'attacco di sabato ci sono quattro cittadini sauditi, due bengalesi e un cittadino ciascuno di Stati Uniti, Egitto, Giordania, Siria, Palestina e Sudan. Tra i feriti figurano 11 cittadini indiani, sei pakistani e un medico omanita. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato la morte di un cittadino americano, ha definito gli attacchi un palese disprezzo per la vita dei civili e ha chiesto agli Houthi di fermarsi immediatamente.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che quanto accaduto in Arabia Saudita non è accettabile e che Washington sta valutando di unirsi all'azione militare contro gli Houthi. Ha aggiunto che parlerà con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Secondo i media americani, Washington ha già fornito aiuto nell'individuazione degli obiettivi e nella pianificazione delle operazioni delle forze sostenute dall'Arabia Saudita in Yemen.

La risposta dell'Arabia Saudita e della coalizione agli Houthi

Turki al-Maliki, portavoce della coalizione a guida saudita, ha definito l'attacco all'aeroporto di Riad un «crimine di guerra a tutti gli effetti» e ha promesso una risposta decisa. Secondo Voice of America, domenica l'Arabia Saudita ha intensificato i raid aerei sulle postazioni Houthi a Sanaa, Saada e Taiz. La coalizione ha inoltre riferito di aver intercettato un missile balistico Houthi sopra Al-Kharj, a sud-est di Riad, e un missile da crociera vicino all'aeroporto della città. Stati Uniti, Canada e Germania hanno emesso avvisi di viaggio per l'Arabia Saudita e diverse compagnie aeree hanno sospeso i voli verso il Paese.

Gli Houthi hanno colpito gli aeroporti sauditi tre volte in meno di 48 ore, e tra i morti c'è un cittadino americano.

Gli attacchi agli aeroporti sauditi avvengono mentre cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, dove la Repubblica islamica ha definito insufficiente la risposta americana alle sue condizioni per la riapertura dello stretto. Anche l'Unione europea ha affermato che la Repubblica islamica ha innescato nella regione una spirale di violenza attraverso le sue forze per procura.

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