lunedì 19 ottobre 2026
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Maariv: gli Usa hanno chiesto a Israele di attaccare da solo la Repubblica islamica; i funzionari smentiscono

Due funzionari americani e uno israeliano hanno smentito la notizia di Maariv secondo cui gli Usa avrebbero chiesto a Israele un attacco unilaterale contro la Repubblica islamica prima delle elezioni.

Maariv: gli Usa hanno chiesto a Israele di attaccare da solo la Repubblica islamica; i funzionari smentiscono
Immagine d'archivio; foto: IDF Spokesperson's Unit photographer, licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Due funzionari americani e uno israeliano hanno respinto la notizia del quotidiano Maariv secondo cui gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Israele di attaccare da solo la Repubblica islamica prima delle elezioni. Secondo il Jerusalem Post, i tre funzionari hanno dichiarato a Barak Ravid, corrispondente da Washington del Canale 12 israeliano, che gli Usa non hanno rivolto a Israele alcuna richiesta di un attacco prima del voto. I nomi dei funzionari non sono stati resi noti.

Sabato 10 ottobre 2026 Maariv, in un articolo di Ben Caspit, aveva riferito che nei colloqui delle ultime due settimane gli Usa avevano chiesto a Israele di compiere un nuovo attacco non come operazione congiunta ma da solo, affinché il costo politico non ricadesse su Donald Trump prima delle elezioni di metà mandato. Secondo il giornale, l'opposizione di Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, ha portato ad accantonare per ora il piano. Sia la notizia di Maariv sia la smentita si basano su fonti anonime e nessuna delle due parti ha pubblicato alcun documento.

La notizia di Maariv e l'avvertimento di Eyal Zamir

Secondo Iran International, che cita Caspit, la richiesta è stata avanzata dopo la ricezione di informazioni di intelligence secondo cui la Repubblica islamica stava ricostruendo rapidamente la capacità di produrre droni e missili balistici. La posizione di Benjamin Netanyahu in proposito non è chiara.

Secondo il Canale 12 israeliano, ripreso dal Times of Israel, Zamir aveva avvertito i suoi omologhi americani che un attacco all'Iran potrebbe portare al rinvio delle elezioni politiche israeliane, fissate per il 27 ottobre. Gli stessi resoconti affermano che alti comandanti americani hanno detto a Zamir che la Casa Bianca e il Pentagono hanno ordinato di prepararsi a una possibile ripresa, entro tre settimane, delle operazioni americane su larga scala contro la Repubblica islamica. La nuova smentita riguarda la richiesta di un attacco israeliano unilaterale, non questa preparazione militare americana.

Eyal Zamir, attuale capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, in visita ufficiale negli Usa alla fine del 2019. Foto: immagine d'archivio; IDF Spokesperson's Unit photographer, licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Eyal Zamir, attuale capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, in visita ufficiale negli Usa alla fine del 2019. Foto: immagine d'archivio; IDF Spokesperson's Unit photographer, licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

La promessa di Trump e la ricostruzione militare della Repubblica islamica

Giovedì Trump ha annunciato che gli Usa non attaccheranno l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e che il blocco navale prosegue, ma il giorno dopo, interrogato in proposito, ha detto che bisognerà vedere. Intanto Bloomberg, citando funzionari occidentali, ha riferito che la Repubblica islamica, nonostante mesi di attacchi, ha conservato la capacità di costruire missili e droni; la Casa Bianca ha respinto questa valutazione.

Questi resoconti arrivano mentre, dopo la pausa negli attacchi americani, esponenti intransigenti della Repubblica islamica hanno chiesto un attacco preventivo e il governo ha intensificato gli attacchi alle navi commerciali intorno allo Stretto di Hormuz.

Due funzionari americani e uno israeliano hanno detto che gli Usa non hanno chiesto a Israele di attaccare la Repubblica islamica prima delle elezioni.

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